Ridurre il peso della burocrazia puntando sulla digitalizzazione: è questo uno degli obiettivi principali del decreto Pnrr (Dl 19/2026). Il provvedimento, approvato alla Camera la scorsa settimana e ieri anche al Senato, dovrà essere convertito in legge entro il 21 aprile. La semplificazione degli adempimenti per i cittadini, in particolare per le fasce più fragili, non resta quindi solo un principio ma si traduce in interventi concreti: in particolare la carta d'identità elettronica diventa senza scadenza per gli over 70.
Si tratta di una misura attesa da tempo, già anticipata nel novembre 2025 dal ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo, che aveva annunciato l'intenzione di eliminare il rinnovo periodico per gli ultrasettantenni. In base a quanto previsto dall’articolo 6, comma 2 del decreto, la carta d'identità elettronica rilasciata a chi ha già compiuto 70 anni al momento della richiesta avrà validità illimitata. C'è però una condizione: la novità riguarderà solo i documenti emessi a partire dal 30 luglio 2026. Le carte rilasciate prima continueranno invece ad avere durata decennale e dovranno essere rinnovate secondo le regole attuali, in linea con gli standard di sicurezza europei.
Non cambiano, invece, le modalità di utilizzo: la carta “a vita” potrà essere usata sia per viaggiare all’estero sia per accedere ai servizi online della Pubblica amministrazione, in alternativa allo Spid. Rimane inoltre la possibilità, per chi lo desidera, di rinnovarla dopo dieci anni per esigenze legate al certificato di autenticazione digitale, utile per usufruire dei servizi online pubblici e privati.
Come specificato nella normativa, dal punto di vista operativo, i Comuni dovranno attenersi alle nuove disposizioni nella gestione delle richieste. Anche in situazioni particolari, ad esempio un cittadino over 70 temporaneamente domiciliato in una città diversa da quella di residenza, non sono previste deroghe: la richiesta potrà essere presentata nel Comune in cui ci si trova, che provvederà eventualmente a informare quello di residenza.
L’obiettivo complessivo della riforma è duplice: da un lato semplificare le procedure, alleggerendo gli obblighi per i cittadini anziani (oltre 10,8 milioni secondo i dati Istat al 1° gennaio 2025) e per gli stessi Comuni; dall'altro ottimizzare l'organizzazione amministrativa, riducendo il carico di lavoro degli uffici, il numero di appuntamenti e i tempi di attesa per ottenere la carta d'identità elettronica.