Cosa s'intende per Pari Opportunità

Che cosa vuol dire Pari Opportunità?

Il concetto di Pari Opportunità si basa sulla necessità di uguaglianza giuridica e sociale fra uomini e donne, al fine di rivendicare la propria differenza di genere e di stabilire un giusto rapporto fra i sessi. Il principio che sta alla base di tale assunto è la necessità di dare alle donne la possibilità di compiere delle scelte, sia relative alla vita privata che a quella professionale, senza che esse diventino oggetto di discriminazione. Lo scopo ultimo delle politiche relative alle Pari Opportunità è di dare vita ad un insieme di iniziative e norme tendenti al superamento di condizioni sfavorevoli alla realizzazione di un’effettiva parità uomo-donna in ambito lavorativo.

Pari Opportunità in Europa

In Europa il problema relativo alle Pari Opportunità fra uomini e donne è stato affrontato, a partire dagli anni ’60, con la redazione, decennio dopo decennio, di cinque programmi d’azione. In particolare, dagli anni ’90 ad oggi è stata intrapresa un’ampia gamma di azioni volte a sostenere il ruolo femminile all’interno della società europea.

Pari Opportunità in Italia

In Italia, il percorso verso il concetto delle Pari Opportunità parte dal 1945, quando, col diritto di voto esteso a tutti i cittadini senza alcuna distinzione di sesso, la Costituzione riconosce a uomini e donne la parità. In realtà trascorrono molti anni prima che siano emanate delle leggi che accolgano quanto previsto dalla Costituzione; sarà infatti necessario modificare lo stato di famiglia e redigere una nuova legislazione in merito per eliminare, a livello giuridico, la concezione patriarcale della famiglia. Sino agli anni Settanta la legislazione tende a “tutelare” la figura femminile piuttosto che a sancirne la parità nei confronti dell’uomo; gli interventi sono volti a salvaguardare i diritti delle donne la cui condizione continua ad essere inferiore a quella degli uomini.

Pari Opportunità a Castenedolo

Anche a Castenedolo già dallo scorso secolo c'è stata dimostrazione di una vera e propria partecipazione sociale economica e politica nel nostro paese delle donne sia nei momenti di carestia che di ricchezza sia nei tempi di pace che di guerra, basta leggere la nostra storia locale, le memorie monumentali e umane. Tra le rappresentanti apicali si ricordano, quali soli esempi non esaustivi, Paola Frera benefattrice (anni '20), Laura Bianchini eletta tra le 21 donne alla Costituente e poi parlamentare(anni '46/50), Ida Zanolini insegnante e amministratrice comunale (anni '60/70), Enrica Lombardi imprenditrice (1933-2015).

Durante il mandato amministrativo 2014-2019 la quota femminile in Consiglio Comunale è stata del 50% e del 33% in Giunta. L'attuale Amministrazione vede la conferma del 50% sia in Consiglio Comunale che in Giunta.

 

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